JULIEN MAUVE

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Biografia:

Fotografo freelance parigino. Solitudine e nostalgia sono i temi ricorrenti dei suoi progetti.

Riconoscimenti:

  • SFR Jeunes Talents in 2013
  • Primo posto in “Scenic Photography”, Golden Camera International Photo Award 2013
  • Primo posto, festival MAP , Toulouse 2013
  • Primo posto, menzione speciale dalla giuria, SFR Jeunes Talents, France 2013
  • Primo posto, festival MAP, Toulouse 2014
  • Primo posto, Celebrating Europe Open Call, Kaunas, Lithuania 2014
  • Leica Oskar Barnack Award 2015

 

-INTERVIEW-

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S. :  Greetings from mars: Non avrei mai potuto immaginare che per la realizzazione di questo splendido progetto ti fossi ispirato a Cristoforo Colombo. La scoperta, nel 1492, del nuovo continente, ti è stata d’aiuto per pianificare un lavoro fotografico particolare, alla scoperta di un mondo completamente diverso, nuovo, senza vita, ricco di paesaggi selvaggi e incontaminati. Nasce così “Greetings from mars”. Apparentemente il tuo lavoro potrebbe lasciar pensare che sia un viaggio alla ricerca di nuovi luoghi ma se ci si sofferma più approfonditamente su ogni fotografia, ci si accorge che in realtà questo lavoro vuol essere un viaggio alla ricerca di se stessi! Raccontami:

JulienMauve-GreetingsFromMars-3J. : Mi riferisco a Cristoforo Colombo per dimostrare come, incredibilmente e rapidamente, siano cambiate le cose negli ultimi cento anni. Marte è il pianeta che più di ogni altro mi ha affascinato sin dai primi periodi dell’infanzia. Oggi sentiamo spesso parlare di NASA, Elon Musk e SpaceX. Se solo riuscissimo  a risolvere i problemi futili legati al nostro ambiente, l’esplorazione dello spazio e la colonizzazione di esso sarebbe la più grande avventura del secolo. Basti immaginare il giorno in cui il primo uomo metterà piede su Marte. Nel frattempo la Terra è diventata davvero piccola. Poche ore d’aereo e ci si ritrova dall’altra parte del mondo e tutto ciò ha fatto si che il turismo diventasse un’attività lucrativa. In cima a tutto ciò sono emersi gli smartphone e i social network che ci permettono di condividere la vita con altri, in tempo reale. Abbiamo letteralmente sviluppato un nuovo linguaggio per comunicare le emozioni e il tutto mi affascina. Queste sono le idee che ho inseguito e dalle quali sono stato ispirato per la realizzazione del mio progetto.

JulienMauve-GreetingsFromMars-1

S. : In che modo hai pianificato il tutto? Mettendo nero su bianco?

J. : Ho esplorato i territori attraverso google map, Flickr, instagram ed ho scelto quelli che a parer mio, sarebbero potuti essere più adatti per questo tipo di lavoro. Nella realizzazione del progetto, mi sono servito di una sola persona. Eravamo quindi in due.  Abbiamo dovuto indossare noi stessi le tute aerospaziali e per lo scatto di alcune immagini, la fotocamera veniva attivata con il telefonino in wifi. In altri casi, ho utilizzato il temporizzatore 10s. Andare in giro con una tuta spaziale non è stato semplice nè comodo soprattutto perchè faceva molto caldo. L’aspetto comico in tutto ciò è che Marte è un pianeta freddo ma dall’immagine traspare un’atmosfera calda, dovuta ai colori tenui della sabbia. E’ un pò “visivamente” inquietante.

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S. : In quali territori hai realizzato gli scatti?

J. : Per la realizzazione del lavoro mi sono recato in luoghi sabbiosi, rocciosi e desertici. In Australia e in Giordania, Wadi Rum, avrei potuto trovare paesaggi con queste caratteristiche ma ho preferito andare nel selvaggio West(Grand Canyon, Canyonland, Death Valley, Meteo Crater, Imperial Dunes and Petrified Forest.)

S. : Altro progetto che mi ha colpito particolarmente è “After lights out“. L’hai realizzato in un periodo particolare della tua vita? E’ come se in ogni fotografia emergesse uno stato d’animo negativo, contrassegnato dal “buio” che riempie il 99/ della fotografia, ed è come se il “punto luce”, che costituisce l’1/ dell’immagine, fosse un faro di speranza. Ovviamente questa è la mia personale visione del progetto.  Com’è nata l’idea di realizzare un lavoro così insolito?

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J. : In realtà la prima immagine di questo progetto, potrebbe considerarsi quella della vettura. Ho trovato che quella scena potesse essere “potente” a livello fotografico e così decisi di realizzare un progetto. Per evitare che il mio lavoro risultasse banale e ripetitivo, in base ad altri progetti già realizzati da altri fotografi, è stato complesso andare alla ricerca di una nuova forma di narrazione. Il progetto è da considerarsi come una metafora della nostra società contemporanea in cui tutto viene dato per scontato.

S. : Per il progetto “Hopeless Romantic” hai collaborato con la fotografa Pauline Bellet. Hai pensato che la sua “filosofia fotografica” potesse esserti d’aiuto per questo tuo lavoro così differente dai precedenti?

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J. : Ho realizzato questo lavoro con Pauline ed è stato tutto molto divertente. Ci siamo innamorati e sposati due mesi fa. Il progetto a livello tematico differisce dai precedenti perchè a me piace sperimentare.

S. : L’uomo è alla ricerca disperata del “grande amore” ed è come se fosse divenuta una condizione necessaria per la felicità. Quale è stato il fine ultimo di questo tuo lavoro e quale il “messaggio” che hai sperato venisse colto dai “lettori”?

J. : Questo è un progetto che mi sta ancora molto a cuore. Il mondo in cui oggi viviamo, ci conduce  a pensare che abbiamo bisogno, in un rapporto di coppia, della perfezione dell’altro/a e spesso l’amore finisce anche in conseguenza a futili motivi.