ANNE NOBELS

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Biografia:

Classe 1993. Vive e lavora in una zona appartata e tranquilla dei Paesi Bassi chiamata Zeeuws-Vlaanderen. Nelle sue fotografie ama mettere in risalto il confine tra realtà e finzione e la vita quotidiana è per lei fonte di grande ispirazione.

Riconoscimenti:

  • Foederer Talent Award, 2015

-INTERVIEW-

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S. : Sei giovanissima ed hai già realizzato dei gran bei progetti che ti hanno dato grandi soddisfazioni. Fotografi per professione o per pura passione? Come ti sei avvicinata a questa splendida forma d’arte? 

A. : Fotografo per pura passione. Mi avvicinai a questa splendida forma d’arte da bambina. Iniziai con il disegno e con la pittura, ma successivamente, per il mio ottavo compleanno mi feci regalare una macchina fotografica analogica. Scattai, per diversi anni, solo in vacanza. Mi dicevano che ero molto più brava nel disegno e fu così che abbandonai la fotografia per un bel po ritornando a dipingere. All’età di 12 anni mi iniziai a divertire scattando foto con la macchina fotografica digitale di mio padre e fu così che ritornò l’interesse per la fotografia. Ho scelto di andare in un’accademia d’arte, che tutt’ora frequento, Fontys Scuola di Belle e Performing Art, Tilburg, dove ho anche avuto la licenza per insegnare arte. Sebbene la maggior parte degli altri studenti ammirassero i miei disegni realistici, gli insegnanti non rimasero molto colpiti. Lottai ed eccomi qui ora. Ho ancora tanto da imparare ma si ha sempre da imparare soprattutto con una forma d’arte in rapida evoluzione come la fotografia.

S. : Nella maggior parte dei tuoi lavori, i soggetti ritratti sono “sospesi nell’aria”. Questa scelta è dettata da un motivo in particolare? E’ come se fossero al confine tra realtà e finzione! 

A. :  Sono sempre stata attirata, in ambito artistico, da immagini che fossero in bilico tra reale e surreale. Mi sono lasciata ispirare dalle fotografie di Greogry Crewdson e Jeff Wall ma anche le foto, che non sono chiaramente reali, sono state per me di grande ispirazione come quelle di Ruud van Empel, AishaZeijpveld, Natalie Dybisz. Cerco di cogliere l’inquietante e il misterioso nella vita di tutti i giorni. Per accentuare la sensazione misteriosa e / o poetico spesso uso photoshop con il quale sospendo i miei soggetti in aria. Una foto può fermare il tempo. Il lettore non può far altro che immaginare cosa sia accaduto prima e dopo. Non avrà mai la certezza di quanto accaduto. I miei soggetti saranno sospesi in aria per sempre.

S. : Come definiresti la tua fotografia?

A. : Questa è una domanda alla quale non saprei risponderti. Sono ancora alla ricerca di una definizione che possa caratterizzare la mia fotografia. I temi che affronto nei miei lavori sono legati alla paura e la transitorietà ma non in maniera cupa infatti in ogni lavoro l’umorismo non manca mai. La vita quotidiana mi è di grande ispirazione e penso sia proprio questa a caratterizzare fondamentalmente le mie Immagini.

S. : Mi ha colpito particolarmente il tuo progetto “everyday accidents”. Trovo che sia molto simpatico ed originale. Si evince chiaramente che la tua ispirazione proviene dalla vita quotidiana. Narrami:

A. : Sono una persona molto ansiosa e ho fobie che mi accompagnano da anni, nella mia vita quotidiana. Per questo progetto ho effettuato un sondaggio chiedendo alla gente quali fossero le paure che più turbassero le loro vite quotidiane. Le loro risposte sono state per me fonte d’ispirazione per la realizzazione del progetto. Questo lavoro nasce dalla voglia di capire cosa gli altri temessero!

S. : Con il progetto “a longing for light” e come se tu avessi ridato “vita” a luoghi fatiscenti e abbandonati a sè stessi. E’ come se avessi voluto riempire dei “vuoti”. Questa è una mia personale lettura del lavoro. Come l’hai sviluppato e cosa hai sperato emergesse? 

A. : Gran bella interpretazione la tua. Ci sono numerosi edifici abbandonati e fatiscenti nella zona in cui vivo. Trovo che siano molto affascinanti. Ho voluto raccontare le loro storie. Sembrava avessero bisogno di attenzioni, di amore, di luce. Mi auguro che chi abbia analizzato il mio lavoro, si sia chiesto cosa si nascondesse dietro quei tetti crollati, finestre rotte, porte chiuse e pareti dipinte a spruzzo.

S. : Quali sono le tue prospettive per il futuro? Pensi che la fotografia possa dare spazio a giovani e promettenti talenti come te? 

A. : Non ho la più pallida idea di cosa il futuro mi riserverà. Spero di laurearmi a febbraio. Purtroppo non riuscirò a vivere di fotografia. Lavorerò come insegnante part-time e insegnerò arte. Oggigiorno è difficile emergere a livello fotografico però credo che se un giovane talento abbia qualcosa di interessante da dire, ci sarà sempre qualcuno disposto ad ascoltare.